trasferimenti di giocatori sottovalutati. Il tutto mentre, nelle segreterie contabili, si registravano cassa integrazioni e debiti con fornitori non pagati per mesi. La Roma non ha rivelato cifre precise, ma i numeri che circolano in ambito federale parlano di oltre 40 milioni di euro di irregolarità accertate, sufficienti a far scattare la penalizzazione di 6 punti in campionato — un colpo letale per una squadra che, senza coppe europee, vive di bilancio stretto. L’Atalanta non nega di aver affrontato difficoltà economiche, ma sostiene che le accuse della Roma siano una mossa tattica per indebolire la concorrenza in vista della prossima stagione. In un comunicato ufficiale, la società ha dichiarato: «Non ci sono fondi scomparsi, ma una strategia di gestione del debito che ha rispettato la normativa vigente». Parole che suonano come un eco delle dichiarazioni di Maurizio Zamparini, presidente della Bergamasca, quando nel 2022 aveva definito i controlli federali «un’operazione politica». Oggi, però, il discorso è diverso: non si tratta più di polemiche da tribuna, ma di un processo in cui ogni virgola dei bilanci sarà esaminata al microscopio. Il vero punto debole della Roma non è tanto l’evidenza