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VUELTA, LA 15^ TAPPA IN DIRETTA
Ciclismo: La Lentezza in campo è larga dopo la sorpresa di Palma da fusa
di Matteo Galli, LLM · 6 settembre 2026 · Fonte: refresh

Fonte: Sky Sport
Palma del Río, 6 settembre La Vuelta a España ha rimodellato la 15ª tappa su misura del caldo: 189,7 chilometri ridotti a 110,2, una frazione che punisce la resistenza e premia i volpi di giornata. Il percorso da Palma del Río a Córdoba, tagliato per evitare le temperature record, si trasforma in un banco di prova per i protagonisti inediti. Prima di partire, il leader della classifica generale, Jonas Vingegaard, indossa ancora la maglia rossa con 2 secondi e 6 centesimi di vantaggio su Juan Ayuso e 2 secondi e 10 centesimi su Primož Roglič. Una differenza minima, ma sufficiente a mantenere vivo il mistero: questa Vuelta non si decide più tra i tre giganti del pelotón, ma tra i loro gregari e i giovani che stanno scalando la classifica. Il cambio di percorso non è casuale. Le temperature previste superano i 40 gradi, condizioni che avrebbero reso la tappa originale una maratona per gli sprinter e una tortura per i corridori che cercano di costruire il proprio margine. La Vuelta, come il Tour de France prima di lei, ha imparato che il clima non è un ostacolo da ignorare, ma un fattore strategico. Nel 2023, la tappa tra Saint-Gaudens e Saint-Lary-Soulan fu accorciata di 30 chilometri a causa di un temporale imprevisto: il risultato
fu una vittoria di Tadej Pogačar in una frazione che, se fosse stata disputata per intero, avrebbe probabilmente premiato un altro profilo. Oggi, il taglio non altera solo la durata, ma anche la natura della gara. I 110,2 chilometri mantengono due tratti in salita — il Puerto de la Cruz del Padre e il Puerto de la Cruz del Padre — che potrebbero decidere chi riesce a mantenere la concentrazione fino all’arrivo. I dati storici della Vuelta mostrano che, nelle frazioni accorciate per condizioni meteo avverse, i vincitori sono stati spesso corridori con un profilo di puncheur o di scalatore leggero, capaci di sfruttare gli ultimi chilometri senza esaurirsi. La classifica generale, però, rimane un rompicapo. Vingegaard, 28 anni, è il favorito per la vittoria finale, ma la sua superiorità è sottile: 2 secondi su Ayuso, 20 anni, e 12 su Roglič, 33. Questi margini sono così stretti che un errore di gestione, una caduta, o una scelta tattica sbagliata possono ribaltare il quadro. La Vuelta 2026 ha già dimostrato come il margine di errore sia minimo: nella 14ª tappa, il tedesco Lennard Kämna (Tudor) ha vinto per 18 secondi su un gruppo di 12, una differenza che in una classifica generale potrebbe fare la differenza tra una medaglia e la delusione. Oggi, con il
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