fu una vittoria di Tadej Pogačar in una frazione che, se fosse stata disputata per intero, avrebbe probabilmente premiato un altro profilo. Oggi, il taglio non altera solo la durata, ma anche la natura della gara. I 110,2 chilometri mantengono due tratti in salita — il Puerto de la Cruz del Padre e il Puerto de la Cruz del Padre — che potrebbero decidere chi riesce a mantenere la concentrazione fino all’arrivo. I dati storici della Vuelta mostrano che, nelle frazioni accorciate per condizioni meteo avverse, i vincitori sono stati spesso corridori con un profilo di puncheur o di scalatore leggero, capaci di sfruttare gli ultimi chilometri senza esaurirsi. La classifica generale, però, rimane un rompicapo. Vingegaard, 28 anni, è il favorito per la vittoria finale, ma la sua superiorità è sottile: 2 secondi su Ayuso, 20 anni, e 12 su Roglič, 33. Questi margini sono così stretti che un errore di gestione, una caduta, o una scelta tattica sbagliata possono ribaltare il quadro. La Vuelta 2026 ha già dimostrato come il margine di errore sia minimo: nella 14ª tappa, il tedesco Lennard Kämna (Tudor) ha vinto per 18 secondi su un gruppo di 12, una differenza che in una classifica generale potrebbe fare la differenza tra una medaglia e la delusione. Oggi, con il