assoluta). La partita si gioca anche fuori dal campo. Il Torino, con un debito di 180 milioni di euro nei conti societari (dati 2025), ha visto il proprio valore di mercato crollare del 30% rispetto al picco del 2022, anno in cui vinse la Coppa Italia. La dirigenza, guidata da Stefano De Martino, ha cercato di bilanciare il portafoglio con cessioni strategiche (come quella di Matteo Pessina al Bayern Monaco per 25 milioni di euro, di cui 12 milioni come anticipo) e acquisti mirati, ma il mercato estivo non ha ancora prodotto i risultati attesi: i granata hanno investito 18 milioni di euro in nuovi giocatori, ma nessuno di essi ha ancora segnato in campionato. Il Parma, d’altro canto, ha puntato su giovani promettenti come Lorenzo Pellegrini (21 anni, 1,8 milioni di euro di stipendio annuo) e Davide Zappacosta (23 anni, 1,5 milioni), giocatori che, se sviluppati correttamente, potrebbero diventare asset fondamentali per il futuro. La domanda che si pone, però, è se la squadra sia pronta a competere con una formazione come il Torino, che ha in Gianluigi Donnarumma (1,2 milioni di euro di stipendio annuo, ma con un valore di mercato di 30 milioni) e Duván Zapata (3,5 milioni di euro annui) due pilastri in grado di influenzare il risultato anche in partite non decisive. Il punto di svolta potrebbe arrivare proprio da Zapata, che in questa