visto alternarsi infortuni e carenze tecniche (l’Under 20 italiana è uscita ai gironi di qualificazione all’Europeo Under 21 nel 2025, finendo dietro a squadre come quella olandese o tedesca, entrambe con strutture di formazione ben più solide), dall’altro Signori rappresenta un ponte tra il passato e un presente che fatica a decollare. Il suo nome, infatti, è legato a un’epoca in cui il calcio italiano era ancora competitivo nelle selezioni giovanili: basti pensare che nel 2000, quando Signori era ancora in attività, l’Under 21 italiana si qualificò per l’Europeo con un gruppo che includeva giocatori come Pirlo e De Rossi, entrambi poi diventati protagonisti della Nazionale maggiore. Oggi, però, il contesto è radicalmente cambiato. Le nazionali giovanili italiane soffrono di una carenza strutturale: manca una vera e propria scuola del calcio, sostituita da un sistema di centri di formazione privati che spesso agiscono come aziende a sé stanti, con interessi economici che non sempre coincidono con quelli della crescita tecnica dei giovani. Signori, che ha sempre parlato con franchezza dei problemi del calcio italiano, sa bene che il suo ruolo non sarà quello di un tecnico, ma di un osservatore attento alle dinamiche interne. La delegazione dell’Under 20, infatti, non è solo un gruppo di ragazzi, ma un microcosmo in cui si giocano