UN ANNO DOPO IL GOLPE IN MADAGASCAR, CRESCE L'INFLUENZA RUSSA SULL'ISOLA
Russia in Madagascar: l'entrata della Russia nella politica e economica di Madagascar
Madagascar, 19 ottobre. Un anno dopo il colpo di Stato che ha rovesciato il governo democraticamente eletto, l’influenza militare russa sull’isola si è consolidata in modo tangibile. Non più solo accordi verbali o patti di cooperazione dichiarata, ma presenza concreta: 17.000 soldati russi dispiegati in formazione permanente, basi logistiche rafforzate e un pacchetto di aiuti economici legato a clausole di sicurezza che il governo di transizione non ha mai reso pubbliche. Mentre le promesse di riforme istituzionali — annunciate con enfasi nel 2025 — restano bloccate in commissione parlamentare, l’Accordo di Amicizia e Cooperazione firmato a Mosca nel luglio 2026 è diventato il vero documento guida di Antananarivo. La Russia ha stanziato 450 milioni di dollari in finanziamenti, ma solo il 30% è destinato a progetti civili: il resto scorre nelle casse del Ministero della Difesa, dove i contratti con società russe (tra cui Rosoboronexport e Gazprom) sono stati firmati senza gara d’appalto, come ha denunciato l’opposizione in un rapporto presentato alla Corte Costituzionale. La transizione democratica promessa è diventata un esercizio di semaforo: i colori cambiano
