Lazio. La dichiarazione dell’allenatore, rilasciata al termine della partita, è stata chiara: "Oggi fiducia a chi ha giocato meno, non siamo la Roma due". Le parole, che hanno suscitato reazioni contrastanti tra i tifosi, riflettono una scelta tattica precisa: Lulli, pur con un curriculum che in Serie A include 28 presenze e 5 reti nella stagione appena conclusa con la Viola, non era considerato un elemento di rottura nel centrocampo romano. Il suo ingresso in rosa, oltre che per il valore di mercato, sembra legato alla necessità di coprire infortuni o assenze di giocatori storici. Il contratto, con clausole rescissorie fissate a 30 milioni, include bonus legati agli obiettivi individuali (1,5 milioni per i gol, 500.000 per le assist) e collettivi (1 milione per la qualificazione in Europa League). La scelta di Lulli non è stata casuale. Il suo arrivo, annunciato a gennaio 2026, è arrivato dopo il ritiro di giocatori chiave come Zaniolo (infortunato) e Fazio (ceduto in prestito), e ha permesso alla Roma di mantenere un bilancio equilibrato: il cartellino è stato ammortizzato in tre anni, riducendo l’impatto immediato sul budget. La società, guidata da Pallotta, ha così evitato di dover ricorrere a cessioni dolorose per ripianare i conti, come avvenuto con la vendita di Dybala alla Juventus nel 2024. Il prezzo pagato