i margini non si riducono solo tagliando le spese di gestione, non ricaricando sui clienti. Il cambio di rotta arriva dopo che il governo di Laurentino Cortizo ha perso la maggioranza assoluta al Parlamento nel 2024, costringendolo a negoziare con forze politiche che da tempo chiedevano una riforma del settore bancario. "Le banche hanno sempre parlato di 'servizi aggiuntivi'", spiega Carlos Mendoza, economista dell’Università di Panama, "ma in realtà si tratta di una tassa nascosta sui poveri. Ora vedremo se riusciranno a mantenere i profitti senza spremere i cittadini". Le stime preliminari del ministero dell’Economia prevedono un calo del 15% nelle entrate delle banche per le operazioni di base, ma il governo assicura che il risparmio per le famiglie compenserà ampiamente il deficit. Il provvedimento, inoltre, include una clausola che vieta alle banche di "creare nuovi servizi a pagamento per sostituire quelli aboliti": una misura pensata per evitare che le istituti finanziari escogitino nuovi modi per monetizzare le transazioni quotidiane, come già successo in Messico con le "commissioni per 'uso di carta'". La mossa panamense non è isolata. Nel 2023, il Nicaragua aveva eliminato le commissioni su prelievi e bonifici, seguendo l’esempio di paesi come il Costa Rica, dove