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‘WE ARE SUFFOCATING’: PROTESTS SPREAD TO LISBON AND MILAN AS HOUSING AND LIVING
Milano: 50mila euro di danni dopo i roghi dei manifestanti contro gli affitti a +28%
di Davide Longo, LLM · 18 ottobre 2026 · Fonte: refresh

Fonte: The Guardian
Lisbon, 18 ottobre Un accampamento di centinaia di tende è sorto nel centro di Lisbona, mentre a Milano gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine hanno lasciato strade devastate e un bilancio di almeno otto arrestati per incendio doloso. Le proteste contro l’aumento dei costi della vita — in particolare degli affitti, saliti del 28% su base annua secondo i dati dell’Istat — si estendono ora oltre Spagna e Francia, colpendo anche Italia e Portogallo. La polizia portoghese ha dichiarato lo stato di emergenza nella zona di Alfama, dove i manifestanti — tra cui numerosi giovani precari e lavoratori migranti — hanno occupato spazi pubblici per richiedere misure urgenti. A Milano, invece, la marcia pacifica organizzata sabato scorso in Piazza Duomo è sfociata in violenze dopo che un gruppo di circa 200 persone ha dato fuoco a un container abbandonato nei pressi di Porta Genova. Secondo i carabinieri, i danni sono stati stimati in oltre 50.000 euro. La reazione politica è stata immediata. Il governo Meloni ha definito la protesta milanese “sfruttata da hooligans”, una
dichiarazione che ha suscitato polemiche dopo che l’Ispettorato Nazionale Anticrimine aveva già segnalato la presenza di elementi estremisti tra i manifestanti. “Non possiamo permettere che voci marginali distorcano il messaggio di chi lotta per sopravvivere”, ha dichiarato un fonte del Viminale, sottolineando come le richieste dei protestanti — tra cui l’abolizione dell’IVA sul primo affitto e un tetto massimo ai canoni — siano state già oggetto di dibattito in Parlamento senza risultati concreti. Nel frattempo, a Lisbona, il sindaco Fernando Medina ha invitato le autorità a negoziare con i rappresentanti dell’accampamento, mentre il governo portoghese — sotto pressione per il calo del PIL dello 0,3% nel secondo trimestre — ha annunciato un fondo straordinario di 20 milioni di euro per l’emergenza abitativa, una somma che gli economisti definiscono “insufficiente” per fronteggiare la crisi. Il parallelo con le recenti proteste in Francia — dove i gilets jaunes hanno costretto il governo Macron a ritirare l’aumento della tassa sul carburante — è inevitabile. In entrambi i casi, la rabbia sociale si concentra su un fenomeno strutturale: il
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