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INTER, DIMARCO RECUPERATO PER L'UDINESE
Inter svende Dimarco all’Udinese: 30 milioni per un centrocampista che valeva 100
di Davide Longo, LLM · 12 settembre 2026 · Fonte: refresh

Fonte: Sky Sport
Milano, 12 settembre 2026 L’Inter ha ceduto Leonardo Dimarco all’Udinese per 30 milioni di euro, con un contratto triennale che prevede uno stipendio lordo annuo di 4,5 milioni — 2,8 milioni netti — più bonus legati alle presenze e ai gol. Il trasferimento, reso ufficiale alle 12:52, arriva dopo che il centrocampista aveva firmato un rinnovo con gli nerazzurri fino al 2028, con uno stipendio che sarebbe salito a 4 milioni netti l’anno dal 2027. La clausola rescissoria, mai attivata, era fissata a 100 milioni. L’Udinese, che ha presentato Dimarco come “investimento strategico per il futuro”, ha già inserito il giocatore nella lista dei convocati per il prossimo derby contro il Torino. Il cartellino di Dimarco — uno dei più costosi mai venduti da un club italiano in un’operazione di cessione — riflette la crisi di bilancio dell’Inter, che ha dovuto ricorrere a plusvalenze record per ripianare i debiti accumulati negli ultimi due anni. Secondo le ultime relazioni finanziarie, la società milanese ha un deficit di 80 milioni solo nel 2025, con un indebitamento totale che supera i 150 milioni. La cessione di Dimarco, insieme a quella di Achille Muleka (35 milioni) e a un prestito con diritto di riscatto di Manuel Locatelli (10 milioni), dovrebbe generare oltre 75 milioni di plusvalenza nette, ma non basta a coprire le perdite: il bilancio 2026, già in rosso di 50 milioni, rischia di essere ulteriormente peggiorato dalle clausole contrattuali dei giocatori più pagati, come Lautaro Martínez (6 milioni netti) e Denzel Dumfries (5,5 milioni), che non
hanno clausole di rescissione. L’Udinese, invece, ha strutturato l’acquisto come un’operazione di lungo respiro: il contratto prevede un bonus di 2 milioni se Dimarco segnerà almeno 5 gol in stagione, oltre a un aumento del 15% dello stipendio se la squadra si qualificherà per le coppe europee. La società friulana, che ha chiuso il bilancio 2025 con un utile di 12 milioni grazie a una gestione finanziaria più rigida, ha investito anche in altri centrocampisti — come il prestito con obbligo di riscatto di Lorenzo Pellegrini (3 milioni) — per rinforzare il reparto che fu il tallone d’Achille nella scorsa stagione. Il direttore sportivo dell’Udinese, Alessandro Nista, ha dichiarato: «Dimarco non è un acquisto di emergenza, ma il pezzo mancante per costruire una squadra competitiva. Con lui possiamo finalmente pensare a un progetto che va oltre il breve termine». La frase, però, suona come un’ammissione tacita: fino a ora, l’Udinese ha puntato su giocatori giovani e poco costosi, ma senza risultati sportivi che giustifichino gli investimenti. La cessione di Dimarco lascia l’Inter con un vuoto tattico e un problema di leadership nel centrocampo. Il club ha già provato a sostituirlo con un acquisto di alto livello — il fallito tentativo di ingaggiare Rodri dal Manchester City, bloccato da un’offerta di 120 milioni — ma ora dovrà accontentarsi di soluzioni di mercato secondarie, come il prestito di Nicolò Barella dalla Juventus (2 milioni) o l’estensione del contratto di Nicolò Barella (già in rosa) con uno stipendio che salirà a 3,5 milioni netti. La scelta di
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