italiana. La Libia, tuttavia, rimane un hub di partenza instabile: i porti come Misurata e Sabratha, dove le ONG europee avevano fino a due anni fa sbarcato migliaia di persone, sono ora controllati da milizie locali che estorcono pagamenti ai trafficanti. Secondo fonti interne all’agenzia, il 60% delle partenze registrate quest’anno sono state avviate da basi non ufficiali, senza alcuna traccia nei database di Frontex. Il comunicato di Bruxelles non menziona i dettagli delle operazioni, ma i numeri parlano chiaro: mentre nel 2025 furono salvate 85.000 persone in mare, nel 2026 il numero è sceso a 52.000. Questo significa che oltre 15.000 migranti sono scomparsi dalle rotte monitorate, spesso dispersi in acque internazionali o affondati in imbarcazioni sovraccariche. La UE ha stanziato 300 milioni di euro in più per il 2026, destinati a "migliorare la capacità di risposta", ma i fondi vengono in gran parte assorbiti dalle missioni di ricerca e soccorso, non dai programmi di reinsediamento. In Italia, dove il governo Meloni ha recentemente approvato un decreto che limita i