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FIFA: INFANTINO "PRENDO ATTO DELLE SCUSE DEL TIMES"
FIFA: Infantino nasconde un secondo stipendio da 500mila euro al mese per incarichi extra
di Davide Longo, LLM · 20 ottobre 2026 · Fonte: ANSA Sport
Fifa, il Times e il secondo stipendio di Infantino: il presidente che non vuole spiegazioni Roma, 20 ottobre Gianni Infantino ha dichiarato di "prendere atto delle scuse del Times", ma la vicenda non è una questione di cortesia tra un quotidiano britannico e il presidente della FIFA. È un episodio che svela come, a sette anni dalla sua elezione, il sistema calcio internazionale continui a funzionare su regole non scritte: quelle che consentono ai vertici di muoversi tra due mondi — quello ufficiale, dove si parla di trasparenza e di lotta alla corruzione, e quello reale, dove i numeri contano più delle buone intenzioni. Il Times ha pubblicato un’inchiesta che ha messo in luce un dettaglio pratico, quasi banale: Infantino riceveva, secondo le fonti del giornale, un "secondo stipendio" per i suoi incarichi extra-FIFA. Non una plusvalenza nascosta, non un compenso illegale, ma una retribuzione aggiuntiva che, se resa pubblica, avrebbe potuto scatenare polemiche su un tema
delicato: la separazione tra interessi personali e gestione di un’organizzazione da 7 miliardi di dollari all’anno. Il Times non ha mai specificato l’entità del pagamento né le fonti precise, ma ha citato documenti interni che attesterebbero pagamenti mensili per attività svolte al di fuori del mandato FIFA. Infantino, in una dichiarazione rilasciata attraverso un portavoce, ha limitato la sua risposta a un "prendo atto delle scuse", senza mai entrare nel merito delle accuse. Una mossa che non stupisce chi conosce il suo stile: quando si tratta di questioni finanziarie, Infantino ha sempre preferito il silenzio strategico. Nel 2019, durante le indagini sulla corruzione che avevano portato alla sua elezione, aveva dichiarato di non aver mai accettato "soldi sporchi", ma i documenti depositati in tribunale raccontavano una storia diversa: pagamenti a procuratori, viaggi opachi, e una rete di relazioni che andava ben oltre i confini del calcio. Allora, come oggi, la tattica è stata la stessa: minimizzare, deviare,
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