Il gol di Haaland al 29’ — su assist di De Bruyne, 28 metri — ha siglato l’inevitabile: l’AEK non avrebbe mai potuto competere con un bilancio che, secondo Athlitiko.gr, prevede un deficit di 42 milioni di euro al termine della stagione, nonostante gli introiti da Champions League (1,5 milioni per partita) e gli sponsor locali (Aegean Airlines, 3 milioni annui). Il secondo tempo ha confermato che la partita non era mai stata sul campo. L’AEK ha provato a reagire con un cambio — in per Marinos — ma il City ha semplicemente accelerato il turnover: Pisilli ha sostituito Mahrez al 63’, e al 75’ è sceso in campo il nuovo capitano, il 21enne Pisilli, che ha segnato il suo primo gol in Champions con un tiro al volo dopo un’azione iniziata con un passaggio di Rodri. L’AEK ha chiuso il risultato al 78’ con un gol di Katsikoglou, ma la differenza era già di 4-0. Il tecnico dell’AEK, Dimitrios Georgiadis, ha dichiarato dopo la partita: «Abbiamo giocato contro una macchina da soldi. Non è calcio, è contabilità. I nostri giocatori non hanno