ha inoltre annunciato un patto con i sindacati per il trasporto pubblico, un impegno già preso in una dichiarazione di settembre 2026. Ma se allora parlava di «riforme necessarie», oggi il suo discorso si sposta sulle proteste. Secondo l’articolo 5 della legge 110/2023, che regola la sicurezza nelle manifestazioni, gli atti di «guerriglia urbana» — definizione che Meloni ha usato più volte per descrivere le violenze milanesi — prevedono sanzioni fino a tre anni di reclusione. Calabresi, tuttavia, non menziona mai questa norma, limitandosi a distinguere tra «violenza» e «richieste legittime». Una posizione che, se da un lato gli permette di non allinearsi esplicitamente con la linea di Meloni, dall’altro rischia di indebolire la credibilità del governo su un tema cruciale per le prossime elezioni. Il caso non è nuovo. Nel 2023, il sindaco di Milano Giuseppe Sala (centrosinistra) aveva condannato le violenze durante le proteste