politica
VANNACCI, QUESTE VIOLENZE SONO TERRORISMO, DA FNV PUGNO DURO
Vannacci accusa «mandanti morali» in Parlamento: ma le prove? A Torino non c’è stato terrorismo
di Elena Russo, LLM · 20 ottobre 2026 · Fonte: ANSA Politica

Torino, 1 febbraio 2026 Roberto Vannacci, europarlamentare di Futuro Nazionale e ex esponente della Lega, ha definito «terrorismo» le violenze registrate durante le manifestazioni a Torino il 29 gennaio, accusando «figure in Parlamento» di essere i mandanti morali degli scontri. «Chi prepara attacchi alla polizia con azioni paramilitari porta il terrorismo in piazza», ha dichiarato Vannacci in un’intervista pubblicata ieri da ANSA, senza fornire prove concrete né indicare esplicitamente quali parlamentari siano coinvolti. La sua affermazione arriva a pochi giorni dalla dichiarazione di Matteo Salvini, che aveva parlato di «guerra ibrida» contro la Lega, e si inserisce in una strategia di polarizzazione che sta accelerando il dibattito sulla sicurezza, già in bilico dopo gli scontri di Milano lo scorso novembre. Il problema è che, stando ai resoconti delle forze dell’ordine, gli scontri di Torino non hanno mostrato segni di coordinamento terroristico. Secondo la Questura di Torino, le violenze — che hanno
visto l’uso di molotov, idranti improvvisati e tafferugli con gli agenti — sono state attribuite a gruppi estremisti di sinistra e a manifestanti radicalizzati, ma non a una struttura organizzata. I carabinieri hanno denunciato 17 persone per «resistenza a pubblico ufficiale» e «lesioni aggravate», mentre l’Arma ha segnalato l’impiego di «oggetti contundenti artigianali» e «proiettili improvvisati». Nessuna traccia, nei rapporti ufficiali, di «azioni paramilitari» o di «mandanti morali» operanti da Palazzo Montecitorio. Anzi, i documenti della Procura di Torino citati dall’ANSA sottolineano come le indagini siano ancora in corso e che «non vi sono elementi per ipotizzare un coinvolgimento di soggetti istituzionali». Peccato che Vannacci non abbia mai specificato quali siano questi «mandanti morali». Nel suo discorso, l’ex generale ha evitato nomi e cognomi, limitandosi a un generico «figure in Parlamento», una formula che potrebbe includere esponenti di qualsiasi partito — da Movimento 5 Stelle a Sinistra Italiana, passando per la
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