GUERRIGLIA A MILANO, SCAMBIO DI ACCUSE TRA SALA E PIANTEDOSI. TAJANI: UN CDM IN
Milano: 17 giovani fermati, Piantedosi annuncia legge che blocca permessi per chi rompe gli scontri

Milano, 18 ottobre 2026 Beppe Sala ha accusato il governo di aver "sottovalutato il momento", Matteo Piantedosi di aver "mancato di controllo", e Giorgio Tajani di voler usare il Consiglio dei ministri come leva per un decreto sicurezza ad hoc. Tre versioni della stessa notte, nessuna compatibile con l'altra. Gli scontri in piazza Duomo — definiti "guerriglia" dai media — hanno lasciato sul terreno cinque feriti tra i giovani, due agenti in ospedale per trauma cranico, e un bilancio politico già scritto: il governo Meloni ha trovato il pretesto per accelerare su una legge che promette di colpire i permessi di soggiorno degli stranieri coinvolti in reati "gravi", come stabilito dall'articolo 4-bis della legge 155/2005. La norma esiste già, ma non è mai stata applicata con questa sistematicità. Oggi, invece, è diventata l'arma principale. Sala, sindaco di Milano, ha dichiarato in conferenza stampa che "ieri c'erano meno agenti del previsto e non è stato sufficiente il supporto logistico". La sua fonte ufficiale, secondo quanto riportato dall'ANSA, è il rapporto interno della polizia locale, che parla di "insufficiente presenza di forze" nelle zone a rischio. Piantedosi, ministro dell'Interno, ha risposto con un tweet: "Chi rompe paga. Nessuna cittadinanza per chi partecipa
