Stata avanzata da Charles Michel, ex presidente del Consiglio europeo, ma la decisione finale richiederà il consenso unanime dei 27 Stati membri. Paesi come Ungheria e Polonia, storicamente riluttanti a cedere su questioni di sovranità e regole fiscali, potrebbero bloccare la scelta se ritengono che l’Italia non abbia rispettato le condizioni economiche imposte dalla UE. Inoltre, la sede dovrà essere finanziata dal bilancio comunitario, ma l’Italia dovrà garantire strutture adeguate, un costo che potrebbe rivelarsi un ulteriore punto di frizione. Il premier Giorgia Meloni ha ribadito più volte la linea sovranista sull’immigrazione e la fiscalità, posizioni che hanno già generato tensioni con Ursula von der Leyen. Peccato che, mentre Meloni insiste su un “modello italiano” basato sulla riduzione dell’IVA e sul controllo dei