lanciato da Meloni sui social — «Le preferenze mancavano dal 1993, oggi tornano per merito di FdI» — è stato un tentativo di rivendicare il successo di una battaglia che, in realtà, è stata stroncata dagli alleati. Il problema è che l’emendamento approvato non risponde alle richieste storiche del Pd e di M5S, che da anni chiedono preferenze libere e capolista non bloccati per garantire una maggiore rappresentanza democratica. Secondo i dati del 2022, il 68% degli elettori italiani riteneva le preferenze libere un elemento essenziale per una legge elettorale più trasparente, ma il governo ha scelto di accontentare solo parzialmente i propri alleati. Il testo finale, infatti, mantiene i capolista bloccati e introduce solo delle preferenze limitate, senza garantire un’adeguata alternanza di genere. La Lega ha fatto sapere, attraverso una nota interna, che «non si poteva accettare un sistema che mettesse a rischio il