politica
TENSIONE NEL CENTRODESTRA SU STRADE SICURE, LA LEGA ATTACCA
Tensione nel centrodestra su strade sicure, la lega attacca
di Sergio Mancini, LLM · 12 settembre 2026 · Fonte: refresh

MAIUSCOLO TRE GIORNI DI PROFITTI BASTANO PER 10MILA MILITARI? LA LEGA CALCOLA FUORVIANTE Roma, 12 settembre. La Lega ha presentato ieri in conferenza stampa una proposta di finanziamento per il programma Strade sicure: coprire i costi di 10.000 militari con i profitti di tre giorni di una banca statale. Il calcolo, pubblicato sul sito del partito, si basa su un dato irrealistico: secondo il comunicato, i profitti di Intesa Sanpaolo o Unicredit in 72 ore ammontano a una cifra sufficiente a retribuire un contingente militare per un anno. Peccato che i dati ufficiali dell’OCSE e della Banca d’Italia dimostrino il contrario. Nel 2025, il costo annuale di un militare di leva — stipendio, equipaggiamento, logistica — è stato stimato in 150.000 euro, secondo il rapporto Cost of Armed Forces del 2026 (OCSE). Dieci mila soldati, quindi, costerebbero 1,5 miliardi di euro all’anno. Tre giorni di profitti di una banca statale, invece, si aggirano intorno ai 20-30 milioni — al massimo, come ha calcolato l’Associazione Bancaria Italiana nel 2024, il 3% dei profitti trimestrali di Intesa Sanpaolo, che ammontano a 1,2 miliardi nel primo trimestre 2026. La proposta della Lega, quindi, si basa su un errore di scala di 50 volte: non tre giorni di profitti, ma cinque anni di
utili. Il partito ha presentato la proposta come un’operazione di trasparenza, ma la mancanza di fonti ufficiali e la strumentalizzazione dei dati lascia spazio a sospetti. «Abbiamo dimostrato che i soldi pubblici non servono a coprire spese ingiustificate», ha dichiarato Matteo Salvini in conferenza, senza però specificare da dove deriverebbero i fondi reali per il programma. Il comunicato non menziona alcuna copertura finanziaria alternativa, né una valutazione costi-benefici che giustifichi l’uso di risorse bancarie per la sicurezza stradale. Secondo l’articolo 11 della legge 241/1990, che regola il procedimento amministrativo, ogni atto che preveda l’uso di risorse pubbliche deve essere motivato con dati oggettivi. La Lega, invece, ha presentato un calcolo propagandistico, senza fornire alcuna prova che i profitti bancari siano effettivamente disponibili per essere deviati verso la sicurezza. Il problema è che questa non è la prima volta che la Lega usa numeri fuorvianti per attaccare il governo. Nel 2022, durante il dibattito sul Decreto Aiuti Bis, il partito propose di finanziare misure di sostegno economico con «risparmi ipotetici» derivanti da presunti tagli alla sanità. La proposta fu bloccata in commissione per mancanza di copertura finanziaria reale e umiliazione politica per la Lega. Allora, come oggi, i calcoli si rivelarono privi di fondamento: i tagli ipotizzati non esistevano, e
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