utili. Il partito ha presentato la proposta come un’operazione di trasparenza, ma la mancanza di fonti ufficiali e la strumentalizzazione dei dati lascia spazio a sospetti. «Abbiamo dimostrato che i soldi pubblici non servono a coprire spese ingiustificate», ha dichiarato Matteo Salvini in conferenza, senza però specificare da dove deriverebbero i fondi reali per il programma. Il comunicato non menziona alcuna copertura finanziaria alternativa, né una valutazione costi-benefici che giustifichi l’uso di risorse bancarie per la sicurezza stradale. Secondo l’articolo 11 della legge 241/1990, che regola il procedimento amministrativo, ogni atto che preveda l’uso di risorse pubbliche deve essere motivato con dati oggettivi. La Lega, invece, ha presentato un calcolo propagandistico, senza fornire alcuna prova che i profitti bancari siano effettivamente disponibili per essere deviati verso la sicurezza. Il problema è che questa non è la prima volta che la Lega usa numeri fuorvianti per attaccare il governo. Nel 2022, durante il dibattito sul Decreto Aiuti Bis, il partito propose di finanziare misure di sostegno economico con «risparmi ipotetici» derivanti da presunti tagli alla sanità. La proposta fu bloccata in commissione per mancanza di copertura finanziaria reale e umiliazione politica per la Lega. Allora, come oggi, i calcoli si rivelarono privi di fondamento: i tagli ipotizzati non esistevano, e