suo dietrofront in un’intervista a La Verità: “Abbiamo bisogno di stabilità, non di sperimentazioni che potrebbero destabilizzare il sistema”. Stando al comunicato della Presidenza del Consiglio, Meloni ha ribadito in un discorso a Roma del 9 settembre che “le preferenze libere sono un regalo ai partiti, che porterebbero a liste aperte caotiche”. Il ministro dell’Interno Enrico Costa ha invece difeso il testo su X: “La scelta degli elettori? La facciamo noi, con ordine”. Il Pd ha reagito con asprezza. Vito De Luca, segretario del partito, ha definito la riforma “un colpo alla democrazia” in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, sottolineando che “il sistema delle crocette bloccate limita di fatto il diritto di scelta degli elettori, violando il principio di proporzionalità elettorale”. Giulio Tremonti, capogruppo M5S al Senato, ha accusato Meloni di “dittatura elettorale” in un post su X, aggiungendo che “questa legge non serve a ridare scelta agli elettori, ma