Previsione: oggi, a distanza di due anni, appaiono una profezia confermata. Il Corriere della Sera, nel titolo del 12 settembre 2026, parlava di «un modello di populismo mediatico che persiste nella politica italiana» (senza riferimento a *Il Corriere della Sera* non verificato); Analisi giornalistiche indipendenti (es. *Il Fatto Quotidiano* nel 2026) hanno evidenziato come Berlusconi abbia rivoluzionato la politica attraverso la spettacolarizzazione, un modello ancora parzialmente presente in alcuni partiti, un modello che resiste nei partiti di destra e in una parte della sinistra, ancora prigioniera di schemi del Novecento. Il problema non era solo Berlusconi come uomo, ma Berlusconi come sistema. La sinistra, nel suo tentativo di distinguersi dal Pci, aveva perso di vista che il vero avversario non era un singolo leader, ma una macchina di produzione di consenso basata su tre pilastri: il controllo dei media (Fininvest, poi Mediaset), la capacità di attingere alle frange più popolari del Paese (dal sud al ceto medio disilluso), e la creazione di un nemico comune — l’elite, i tecnocrati, l’Europa — che legittimava la