PER VENEZUELA E USA CONFERMATA PIENA RIPRESA DEI RAPPORTI DIPLOMATICI
Venezuela: Consolato di Wall Street reapertura dopo 6 anni di chiusura

New York, 12 settembre Il consolato venezuelano di Wall Street, per decenni simbolo di un isolamento diplomatico che aveva trasformato i suoi locali in un relitto di marmo e moquette sbiadita, riapre oggi le sue porte dopo una ristrutturazione finanziata dagli Stati Uniti. Il governo di Caracas, che ha sempre definito la chiusura del 2019 una "misura punitiva" della Casa Bianca, ha annunciato la riapertura ufficiale in concomitanza con la visita del ministro degli Esteri venezuelano, Félix Plasencia, a Washington. Il consolato, situato in un grattacielo di Madison Avenue, era stato svuotato di personale e sigillato con cartelli di proprietà privata dopo che l’amministrazione Trump aveva revocato tutti i visti venezuelani e congelato gli asset delle istituzioni statali. Ora, sette anni dopo, le stanze sono state ristrutturate per 12 milioni di dollari — cifra che include la sostituzione dei sistemi di sicurezza e l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione certificato per resistere ai blackout, un dettaglio non trascurabile in un Paese dove l’elettricità è stata per anni un’arma di pressione politica. La cerimonia di riapertura, trasmessa in diretta sulle pagine diplomatiche del ministero degli Esteri venezuelano, ha visto Plasencia stringere la mano al capo della missione Usa a Caracas, Michael Fitzpatrick, in un gesto che ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, il governo di Nicolás Maduro ha presentato l’iniziativa come un "segno di normalizzazione", sottolineando che i 12 milioni di dollari sono stati stanziati dal governo statunitense "per facilitare la cooperazione in ambito migratorio e umanitario". Dall’altro, l’opposizione venezuelana — che ha sempre accusato Washington di usare i fondi
