lanciata nel 2025 dall’Associazione degli Amici di Chacaltaya, un gruppo di scienziati e studenti che da anni denunciano l’indifferenza delle istituzioni nazionali. “Chacaltaya non è solo un laboratorio — ha dichiarato Carlos Mendoza, presidente dell’associazione — è un simbolo della capacità umana di affrontare l’ignoto. Qui sono state condotte ricerche che hanno contribuito a comprendere la composizione dei raggi cosmici, studi che hanno valso premi Nobel a fisici come Luis Walter Alvarez. Ora rischiamo di perdere tutto per mancanza di volontà politica.” Il laboratorio, situato a pochi chilometri dal monte Chacaltaya — il cui ghiacciaio è scomparso definitivamente nel 2009 a causa del riscaldamento globale — è stato utilizzato anche per esperimenti di medicina ad alta quota e per lo sviluppo di tecnologie mediche adatte alle condizioni estreme dell’altipiano. La sua perdita rappresenterebbe un vuoto irrimediabile per la comunità scientifica boliviana, che da decenni ha lottato per mantenere viva la tradizione di ricerca in un Paese con risorse limitate. La candidatura all’UNESCO, però, non è una soluzione immediata. L’iter per l’iscrizione nella lista dei patrimoni mondiali può durare