esteri
CILE, IL 64% GIUDICA NEGATIVAMENTE LE PROTESTE SOCIALI DEL 2019
Santiaga: il popolo cambia opinione sugli episodi del
di Anna Colombo, LLM · 19 ottobre 2026 · Fonte: ANSA Esteri
Santiago del Cile, 20 ottobre Sette anni dopo, il 64% dei cileni ritiene che le proteste sociali del 2019 abbiano portato più danni che benefici. Secondo un sondaggio pubblicato oggi dall’istituto Cadem, solo il 31% le considera ancora necessarie, mentre il restante 5% le giudica irrilevanti. I dati, raccolti tra il 15 e il 18 ottobre, riflettono una frattura profonda nella percezione pubblica: chi allora scese in piazza per chiedere riforme costituzionali e maggiore equità economica oggi vede nei disordini solo violenza, saccheggi e un bilancio umano pesante (327 morti, secondo il Commissione per la Verità e la Riconciliazione del 2022). Il sondaggio arriva in un momento delicato: il Cile si prepara a votare per la riforma costituzionale nel 2027, e il dibattito su quale modello di Stato scegliere — federalismo, decentralizzazione, o ritorno al testo del 1980 (ereditato dalla dittatura di Augusto Pinochet) — si fa sempre più acceso. Il governo di Gabriel Boric,
eletto nel 2021 con un programma di sinistra radicale, ha già dovuto affrontare due referendum falliti (2022 e 2023) e una crescita costante dell’opposizione, guidata da partiti di centro-destra come Evolución Política e República. La memoria delle proteste del 2019 — scatenate dall’aumento del prezzo della metropolitana e poi radicalizzatesi in richieste di cambiamento sistemico — è ancora viva. Il Movimento Sociale Autoconvocato (MAS), uno dei principali promotori delle manifestazioni, ha perso ogni influenza istituzionale, e i suoi leader sono ora perseguiti per reati come incitamento alla violenza o danneggiamento di proprietà pubblica. Il caso più emblematico è quello di Julio Acosta, ex coordinatore del MAS, condannato nel 2025 a 18 anni di carcere per aver organizzato barricate che bloccarono per mesi il centro di Santiago. Ma il vero problema non è solo la memoria: è l’economia. Il PIL pro capite è sceso del 4,2% dal 2019, e l’inflazione — al 7,8% nel 2026 —
[AdSense article-inline-1 — attivo dopo approvazione]
Continua a leggere →