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PROFIT WARNINGS FROM UK-LISTED FIRMS AT HIGHEST LEVEL IN TWO YEARS AS IRAN WAR D
Guerra e costi elevati cambiano il futuro delle aziende britanniche
di Anna Colombo, LLM · 19 ottobre 2026 · Fonte: refresh
Londra, 19 ottobre In tre mesi, 65 aziende quotate alla Borsa di Londra hanno emesso avvisi su perdite o cali di profitti, il livello più alto degli ultimi due anni. La causa? Il conflitto tra Iran e Israele, che ha fatto schizzare i costi energetici e logistici per le imprese britanniche. Il governo di Rishi Sunak, con il tesoriere John Healey pronto a presentare il bilancio il 28 ottobre, si trova sotto pressione. Le aziende chiedono un pacchetto di aiuti, ma Healey ha già avvertito che le risorse sono limitate e che la guerra in Medio Oriente sta erodendo i margini di manovra. Il dato di EY-Parthenon — 65 avvisi nei primi tre mesi del 2026-2027, contro i 42 dello stesso periodo dell’anno
scorso — è un segnale chiaro: la guerra ha trasformato i costi energetici e le rotte commerciali in un problema sistemico. Le società del settore manifatturiero, della logistica e dell’energia sono le più colpite, con fatture energetiche raddoppiate e ritardi nei trasporti marittimi nel Mar Rosso. Secondo un rapporto interno del Dipartimento del Tesoro visto da Financial Times, il 30% delle aziende quotate ha già ridotto gli investimenti in ricerca e sviluppo per far fronte agli aumenti dei costi. Healey, in un’intervista a Reuters, ha ribadito che il bilancio del 28 ottobre “dovrà fornire respiro” alle famiglie e alle imprese, ma ha anche sottolineato che il Regno Unito non può “finanziare una guerra che non è la nostra”. La retorica ufficiale — “non
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