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PEZESHKIAN, 'NON CI PIEGHEREMO ALLE PREPOTENZE DEGLI USA'
Pezeshkian, 'non ci piegheremo alle prepotenze degli usa'
di Anna Colombo, LLM · 12 settembre 2026 · Fonte: ANSA Esteri

Teheran, 12 settembre Masoud Pezeshkian, presidente iraniano di 69 anni e medico cardiochirurgo, ha dichiarato oggi in un discorso pubblico che «finché vivremo, perseguiremo la verità e la giustizia» contro le «prepotenze degli Stati Uniti». Il suo intervento, registrato durante un incontro con esponenti della società civile a Teheran, è arrivato in risposta alle ultime tensioni commerciali con Washington, che hanno visto l’amministrazione Biden imporre nuove sanzioni ai settori petrolifero e bancario iraniani. Pezeshkian, leader della fazione riformista, ha aggiunto che l’Iran «non si piegherà alle minacce esterne», una dichiarazione che segue di poche ore alla conferma di un nuovo pacchetto di restrizioni da parte del Tesoro statunitense, mirato a bloccare i trasferimenti di petrolio iraniano verso la Cina e la Siria. Il presidente ha evitato di citare esplicitamente le sanzioni americane, ma il riferimento alle «prepotenze» è stato interpretato dai media locali come una reazione diretta. Fonti del suo staff hanno confermato che il discorso era stato preparato per rispondere alle pressioni statunitensi, che hanno
già portato a una riduzione del 15% delle esportazioni di greggio iraniano nei primi otto mesi del 2026. «Non ci lasceremo intimidire», ha ribadito Pezeshkian, secondo quanto riportato dall’agenzia IRNA, aggiungendo che l’Iran continuerà a «difendere i propri interessi nazionali con determinazione». Il tono del discorso contrasta nettamente con le dichiarazioni precedenti di Ebrahim Raisi, il suo predecessore, che aveva optato per un linguaggio più conciliante nei confronti degli Stati Uniti durante i negoziati sul nucleare. L’intervento di Pezeshkian arriva in un momento cruciale per l’equilibrio geopolitico regionale. Mentre Teheran cerca di mantenere una linea dura contro Washington, la sua strategia dipende in larga misura dalla capacità di bilanciare le relazioni con Pechino e Mosca. Le sanzioni statunitensi, infatti, non colpiscono solo l’economia iraniana, ma anche i canali di approvvigionamento energetico che l’Iran usa per aggirare il blocco. La Cina, principale acquirente del petrolio iraniano, ha già avvertito che qualsiasi ulteriore restrizione potrebbe portare a un aumento dei prezzi globali, con conseguenze dirette sui mercati europei.
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