già portato a una riduzione del 15% delle esportazioni di greggio iraniano nei primi otto mesi del 2026. «Non ci lasceremo intimidire», ha ribadito Pezeshkian, secondo quanto riportato dall’agenzia IRNA, aggiungendo che l’Iran continuerà a «difendere i propri interessi nazionali con determinazione». Il tono del discorso contrasta nettamente con le dichiarazioni precedenti di Ebrahim Raisi, il suo predecessore, che aveva optato per un linguaggio più conciliante nei confronti degli Stati Uniti durante i negoziati sul nucleare. L’intervento di Pezeshkian arriva in un momento cruciale per l’equilibrio geopolitico regionale. Mentre Teheran cerca di mantenere una linea dura contro Washington, la sua strategia dipende in larga misura dalla capacità di bilanciare le relazioni con Pechino e Mosca. Le sanzioni statunitensi, infatti, non colpiscono solo l’economia iraniana, ma anche i canali di approvvigionamento energetico che l’Iran usa per aggirare il blocco. La Cina, principale acquirente del petrolio iraniano, ha già avvertito che qualsiasi ulteriore restrizione potrebbe portare a un aumento dei prezzi globali, con conseguenze dirette sui mercati europei.