DOPO MESI DI STALLO, IL PARLAMENTO RUMENO APPROVA UN GOVERNO FILO-UE
Niculescu diventa Premier: 12 aziende statali in vendita, ma Bruxelles guarda con sospetto

Bucarest, 20 ottobre Dopo 157 giorni di negoziati e quattro tentativi falliti, il parlamento rumeno ha finalmente approvato la formazione di un governo guidato da Luca Niculescu, un economista di 52 anni con un curriculum da insider della Commissione europea. Il voto, arrivato alle 17:45 ora locale, ha superato la soglia dei 266 deputati necessari grazie a un accordo ad hoc tra il Partito Social Democratico (PSD) e l’Unione Salvați România (USR), due forze che in campagna elettorale si erano reciprocamente accusate di tradimento. Il nuovo esecutivo, che dovrà presentarsi entro 48 ore alla presidenza della repubblica per giuramento, è stato definito dal premier eletto "un governo di unità nazionale filo-Ue" — una formula che, in Romania, equivale a dire filo-Bruxelles senza dover specificare ulteriormente. Niculescu, ex vicegovernatore della banca centrale rumena e consigliere economico di tre governi consecutivi, ha vinto la fiducia con 272 voti a favore, 189 contro e 30 astenuti. Il suo programma — presentato in una conferenza stampa di 45 minuti tenutasi nel salone dorato del parlamento — si concentra su tre pilastri: la riforma fiscale per ridurre il deficit di bilancio (attualmente al 5,8% del PIL, sopra il limite UE del 3%), la privatizzazione di almeno 12 aziende statali (tra cui la compagnia petrolifera Rompetrol e il gruppo siderurgico Intreprinderile de Stat), e l’accelerazione dei fondi europei post-pandemia, bloccati
