per 2,3 miliardi di euro a causa di irregolarità amministrative. "Non stiamo chiedendo aiuto a Bruxelles — stiamo restituendo ciò che ci è dovuto", ha dichiarato Niculescu, citando un passaggio del suo discorso che ha suscitato applausi tra i deputati del PSD. La frase, però, ha anche scatenato ironia tra gli eurodeputati romeni: nel 2022, la Romania aveva ricevuto 1,8 miliardi di fondi UE per la ripresa, ma solo il 38% era stato speso entro i termini. Il governo Niculescu eredita una situazione economica fragile: l’inflazione è al 6,2% (doppio la media UE), il tasso di disoccupazione giovanile supera il 22%, e il debito pubblico — salito al 47,5% del PIL — è monitorato da Bruxelles con preoccupazione. La mossa più controversa del nuovo esecutivo sarà probabilmente la riforma pensionistica, annunciata come "inevitabile" ma che prevede l’aumento dell’età minima di accesso dai 65 ai 67 anni, una decisione che potrebbe scatenare proteste di massa già a dicembre. "Non è una questione di solidarietà — è una questione di sostenibilità", ha spiegato Niculescu, evitando di menzionare che la riforma era stata bloccata dal precedente governo di Dacian Cioloș per timore di reazioni sociali. Ma il vero banco di prova sarà l’atteggiamento di Bruxelles. La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha già espresso "apprezzamento" per la formazione del governo, ma ha anche ricordato