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NAZA, L’ACCUSA DELL’IDF SUL FILM: “TESTIMONIANZE ANONIME E FALSE”
Naza, l’accusa dell’idf sul film: “testimonianze anonime e false”
di Fabrizio Mei, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: refresh

Venezia, 12 settembre Il film Testimonianze, acclamato a Venezia con venticinque minuti di standing ovation, è diventato il centro di una tempesta diplomatica. L’IDF, l’esercito israeliano, ha accusato il regista di aver utilizzato “testimonianze anonime e false” per ritrarre la guerra a Gaza. Il comunicato ufficiale, diffuso attraverso il portavoce militare, sottolinea come il film «distorca la realtà operativa e umanitaria» e «minaccia la credibilità delle forze di difesa israeliane». Il regista, che ha scelto di non rispondere alle richieste di chiarimento, si è limitato a pubblicare sui social un messaggio ambiguo: «La verità è complessa, e le storie individuali la rendono più umana». Il film, prodotto da una società fiorentina e finanziato in parte con fondi europei, ha vinto il premio della giuria al Festival di Venezia. Ma in Israele, dove è già stato vietato nelle sale cinematografiche, il dibattito si è polarizzato. Il ministro della Cultura israeliano, Yoav Gallant, ha definito il film «un attacco alla memoria dei caduti» durante un’intervista al canale i24 News. Gallant, noto per il suo approccio duro nei confronti della narrativa palestinese, ha aggiunto
che «ogni distorsione della realtà in tempo di guerra è un atto di guerra». La sua dichiarazione arriva dopo che l’ambasciata israeliana a Roma ha inviato una nota ufficiale al Ministero degli Esteri italiano, chiedendo un «intervento immediato» per «proteggere la verità storica». Il regista, che ha collaborato con attori non professionisti sopravvissuti ai bombardamenti, ha basato il film su interviste reali. Secondo quanto riferito dal direttore della fotografia, le testimonianze erano state raccolte in modo rigoroso, con l’assenso esplicito dei protagonisti. Tuttavia, l’IDF ha presentato una lista di presunte «incoerenze» nei racconti, tra cui la datazione di alcuni eventi e la descrizione di luoghi specifici. Un portavoce dell’esercito ha dichiarato a La Repubblica: «Non stiamo parlando di opinioni, ma di fatti verificabili. Le testimonianze presentate nel film non corrispondono ai nostri registri». La vicenda assume contorni geopolitici non trascurabili. Testimonianze è stato finanziato in parte dal Fondo europeo per la cultura, ma la sua distribuzione in Europa è già stata ostacolata da pressioni diplomatiche. La Francia, ad esempio, ha ritirato la candidatura del film ai premi César dopo che il
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