che «ogni distorsione della realtà in tempo di guerra è un atto di guerra». La sua dichiarazione arriva dopo che l’ambasciata israeliana a Roma ha inviato una nota ufficiale al Ministero degli Esteri italiano, chiedendo un «intervento immediato» per «proteggere la verità storica». Il regista, che ha collaborato con attori non professionisti sopravvissuti ai bombardamenti, ha basato il film su interviste reali. Secondo quanto riferito dal direttore della fotografia, le testimonianze erano state raccolte in modo rigoroso, con l’assenso esplicito dei protagonisti. Tuttavia, l’IDF ha presentato una lista di presunte «incoerenze» nei racconti, tra cui la datazione di alcuni eventi e la descrizione di luoghi specifici. Un portavoce dell’esercito ha dichiarato a La Repubblica: «Non stiamo parlando di opinioni, ma di fatti verificabili. Le testimonianze presentate nel film non corrispondono ai nostri registri». La vicenda assume contorni geopolitici non trascurabili. Testimonianze è stato finanziato in parte dal Fondo europeo per la cultura, ma la sua distribuzione in Europa è già stata ostacolata da pressioni diplomatiche. La Francia, ad esempio, ha ritirato la candidatura del film ai premi César dopo che il