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LULA, 'SERVONO LIMITI DI MANDATO PER I GIUDICI DELLA CORTE SUPREMA'
Lula, 'servono limiti di mandato per i giudici della corte suprema'
di Fabrizio Mei, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Esteri
MAIUSCOLO BRASILE: LA CORTE SUPREMA DIVENTA IL NUOVO BERSAGLIO DI LULA Roma, 11 settembre Luiz Inácio Lula da Silva ha sparato un colpo diretto alla Corte suprema brasiliana, definendone i giudici "un pericolo per la democrazia" e chiedendo con tono inedito limiti ai loro mandati. Il presidente, che ha recentemente visto il suo governo scosso dal caso Banco Master — dove 17 miliardi di real (circa 3,5 miliardi di euro) sarebbero spariti tra tangenti e riciclaggio, secondo le indagini della Polizia Federale — ha attaccato la giustizia brasiliana in un discorso tenuto a São Paulo, dove ha accusato i magistrati di "bloccare le riforme necessarie" e di agire come "una casta al di sopra delle leggi". Le sue parole arrivano mentre il Brasile affronta una crisi di fiducia senza precedenti: il 47% degli elettori, secondo il recente sondaggio Datafolha, ritiene che la giustizia sia "corrotta o inefficiente", un dato che corrisponde esattamente all’indice di
popolarità di Lula, al 47%, in calo dopo cinque anni di governo. Il presidente ha citato esplicitamente il caso Banco Master, dove la Corte suprema ha respinto due volte le sue richieste di indagini approfondite su presunti intrecci tra banchieri e politici. "Se i giudici possono essere rimossi solo con un impeachment — ha dichiarato Lula davanti a un migliaio di sostenitori — allora non servono più. Serve un mandato temporaneo, come negli Stati Uniti". La sua proposta, che ricorda il modello della Corte suprema statunitense (dove i giudici sono nominati a vita ma possono essere rimossi per "incapacità o malcomportamento"), ha scatenato immediate polemiche. Il presidente della Corte suprema, Luís Roberto Barroso, ha definito l’idea "una minaccia alla separazione dei poteri" e ha sottolineato che il Brasile non è "una repubblica bananiera dove i presidenti decidono chi giudica chi". Ma il vero punto di tensione non è solo retorico. Dietro le parole di
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