nel governo di coalizione. Gantz, citato dall’agenzia, ha risposto a un intervento di Donald Trump su Twitter — dove il presidente americano aveva sostenuto Netanyahu — con una frase secca: "Solo gli israeliani possono decidere chi li governa". La retorica di Gantz, che si candida come alternativa moderata, segna un tentativo di riprendere l’iniziativa dopo che il partito Yesh Atid ha perso consensi per le accuse di corruzione che gravano su Netanyahu. La richiesta di indagine penale non è un fatto isolato, ma l’esito di un processo politico che si snoda tra tre piani: il giudiziario, l’elettorale e il geopolitico. Sul primo, va ricordato che Israele ha già avviato procedimenti contro ufficiali di basso rango per negligenza dopo il 7 ottobre — come il colonnello che aveva sottovalutato i segnali di un attacco — ma mai contro un esponente di primo piano. Sul secondo, il messaggio delle famiglie è chiaro: Netanyahu non può più nascondersi dietro la retorica della "sicurezza totale" mentre i tribunali militari processano soldati per aver fallito nel proteggere le frontiere. Sul terzo, il timing delle accuse arriva in un momento cruciale: le