diventando un’alternativa cruciale per le imprese europee che cercano di aggirare i vincoli delle sanzioni statunitensi e delle restrizioni cinesi. La Cina, infatti, ha già avviato un processo di delocalizzazione delle industrie ad alta tecnologia verso paesi come l’India, offrendo incentivi fiscali e semplificazioni doganali. L’Italia, con la sua tradizione manifatturiera, non vuole essere lasciata indietro. Il dettaglio che rivela la portata di questa mossa è la composizione delle aziende partecipanti: non si tratta solo di piccole e medie imprese, ma di grandi player che operano in settori chiave come l’automotive e l’energia. Tenova, ad esempio, fornisce soluzioni per l’industria siderurgica, un settore dove l’India sta investendo massicciamente per ridurre la dipendenza dal carbone e aumentare la produzione di acciaio. Danieli, invece, è specializzata in macchinari per la lavorazione dei metalli, un mercato in crescita grazie alla domanda di infrastrutture e veicoli elettrici. La presenza di queste aziende non è un caso: l’India ha lanciato il PLI Scheme (Production-Linked Incentive), un programma che offre sussidi fino al 20% per le imprese che investono nel paese nella produzione di