EL SALVADOR: RILASCI DI MASSA, ONG DENUNCIANO ABUSI
El salvador: rilasci di massa, ong denunciano abusi
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San Salvador, 23 ottobre. Le organizzazioni per i diritti umani puntano il dito contro il piano di rilasci di detenuti varato dal governo salvadoregno, che secondo le accuse starebbe portando a false confessioni per accelerare le scarcerazioni. Le associazioni temono che i rilasci, parte di un più ampio piano di decongestionamento carcerario, possano essere ottenuti sotto coercizione, compromettendo la volontarietà delle ammissioni di colpa e minando il diritto alla difesa. La denuncia arriva mentre El Salvador continua la sua politica di tolleranza zero contro le gang criminali.
Il governo di Nayib Bukele ha avviato un programma per liberare migliaia di detenuti, nel tentativo di alleggerire il peso delle sovraffollate carceri del paese, trasformate in centri di detenzione di massa nel quadro della sua controversa guerra alle gang. Secondo dati ufficiali, le forze di Sicurezza hanno arrestato oltre 70.000 persone da marzo 2022, portando il numero dei detenuti a superare le 100.000 unità, una cifra che rappresenta circa l'1,6% della popolazione totale. Le associazioni per i diritti umani, tra cui il Comitato per i Diritti Umani di El Salvador (CDHES) e il Coordinamento delle Organizzazioni Non Governative per i Diritti Umani (CONADES), sollevano seri dubbi sulla legittimità di questo processo. Sostengono che i detenuti vengano spinti a dichiararsi colpevoli per poter essere rilasciati rapidamente, anche se innocenti, in cambio della promessa di una libertà che potrebbe rivelarsi effimera o condizionata. Questo meccanismo, denunciano, viola i principi fondamentali del diritto Penale, come il diritto a un processo equo e la presunzione di innocenza, favorendo una giustizia sommaria basata sulla pressione psicologica piuttosto che sull'accertamento dei fatti.
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