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DRONI UCRAINI SU SARATOV, COLPITI RAFFINERIA E CENTRO LOGISTICO
Droni ucraini su saratov, colpiti raffineria e centro logistico
di Fabrizio Mei, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Esteri

Saratov, 11 settembre Alle 3:49 di questa mattina, mentre l’Europa dormiva, una raffineria di Saratov è andata a fuoco sotto i colpi di droni ucraini. Non era un attacco a caso: l’obiettivo era il più grande impianto di raffinazione del Volga, cuore logistico di un sistema che rifornisce di carburante non solo la Russia meridionale, ma anche le basi militari della regione. Secondo il comunicato del ministero della Difesa russo, pubblicato alle 5:17, sono stati impiegati almeno otto velivoli senza pilota, alcuni dei quali dotati di cariche esplosive. Le autorità locali, in un briefing tenuto in serata, hanno confermato danni "significativi" alla struttura e un incendio che ha richiesto l’intervento di 17 pompieri. Il bilancio ufficiale parla di zero vittime, ma fonti mediche citate da Kommersant parlano di almeno tre operai ricoverati in condizioni gravi per ustioni. Intanto, il centro logistico di Saratov — dove transitano ogni giorno 4.200 tonnellate di benzina e diesel destinate alle regioni dell’Estremo Oriente — è stato parzialmente paralizzato. Secondo un rapporto non ufficiale della Gazpromneft, la società statale che gestisce l’impianto, la produzione è stata ridotta del 30%
nelle prossime 72 ore. L’attacco non è stato rivendicato, ma le prove tecniche sono inequivocabili. L’analisi dei frammenti recuperati dai siti colpiti, pubblicata dal Vedomosti con riferimento a fonti dell’intelligence militare ucraina, conferma l’uso di droni Bayraktar TB2 — gli stessi impiegati con successo contro le infrastrutture energetiche ucraine nel 2023. La differenza stavolta è la portata: mentre prima gli obiettivi erano centrali elettriche o depositi di munizioni, oggi il bersaglio è un nodo nevralgico dell’economia russa, con ricadute dirette sulle forniture militari. "Colpire Saratov non è un gesto di guerra convenzionale", ha dichiarato a La Lente Mattutina un ex analista del Center for Strategic and International Studies di Mosca, che ha preferito restare anonimo per motivi di sicurezza. "È un messaggio: la Russia non è più un avversario asimmetrico. L’Ucraina ha dimostrato di poter colpire dove conta, e questo cambia le regole del gioco". Perché Saratov? La risposta sta nella geografia. La città è il secondo porto fluviale della Russia, dopo Volgograd, e il principale snodo per il trasporto di carburante verso la Siberia e la Cina. Secondo i dati dell’Agenzia federale per
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