leader comunista italiano che nel 1930 ottenne la cittadinanza sovietica — è il cuore pulsante della produzione automobilistica russa. L’impianto colpito produce pneumatici per veicoli commerciali e leggeri, componenti essenziali per l’esercito e per l’economia di guerra. Secondo i dati del 2025 del ministero dell’Industria russo, l’AvtoVAZ fornisce il 40% delle ruote per i veicoli militari in servizio nell’esercito, oltre a essere uno dei principali fornitori di parti per i veicoli blindati Typhoon e Terminator, impiegati sul fronte ucraino. L’attacco, quindi, non è solo un colpo simbolico alla «Detroit russa», ma un tentativo di indebolire la catena logistica militare russa. Analisti come Serhiy Kulyk, ricercatore presso l’Ukrainian Military Institute, hanno sottolineato che i droni ucraini — probabilmente di fabbricazione turca o iraniana, dati i modelli rilevati — sono stati lanciati da basi nell’ovest dell’Ucraina, a oltre 900 chilometri di distanza. La portata, mai raggiunta prima in questo conflitto, suggerisce che Kiev stia scalando la sua capacità di colpire obiettivi profondi nel territorio russo, un segnale che Mosca non può ignorare. La scelta di Togliatti come obiettivo strategico