del Dipartimento di Stato che citano «falle procedurali» nel caso. Secondo le fonti, i quattro uomini non erano stati sottoposti ai controlli standard del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA), la legge che regola le operazioni di spionaggio negli Stati Uniti. «Non c’era alcun mandato, nessun coinvolgimento ufficiale», ha dichiarato all’ANSA un ex agente dell’FBI che ha lavorato sulle indagini, chiedendo l’anonimato. «Era un esperimento. E Cuba ha pagato il prezzo.» Il caso rivela una dinamica già nota negli anni della Guerra fredda, quando gli Stati Uniti finanziavano operazioni clandestine tramite terzi per evitare tracciabilità. Oggi, però, il metodo è stato ripreso con una differenza cruciale: non si tratta più di agenti addestrati dall’intelligence, ma di mercenari low-cost, spesso ex soldati speciali o ex poliziotti con contatti nelle basi militari statunitensi in Centroamerica. Il motoscafo utilizzato, un Rigid Inflatable Boat (RIB) di fabbricazione israeliana, era stato acquistato tramite una società di noleggio con sede a Panama, dove le leggi sulla tracciabilità delle armi sono tra le più permissive del mondo. I quattro uomini, tutti con precedenti per violazione di frontiera o possesso illegale di armi, erano stati reclutati attraverso un gruppo di chat criptato che fungeva da borsa nera per operazioni irregolari. Uno di loro, un ex marine di nome