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COLOMBIA, IL PRESIDENTE HA FIRMATO 70 ESTRADIZIONI IN UN SOLO MESE
Colombia, il presidente ha firmato 70 estradizioni in un solo mese
di Fabrizio Mei, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Esteri

Colombia, Bogotà, 10 settembre. Gustavo Petro, presidente della Colombia, ha firmato in un solo mese 70 ordini di estradizione verso gli Stati Uniti, un numero che supera di quasi il doppio la media annuale degli ultimi cinque anni. Le vittime designate sono latitanti accusati di traffico internazionale di droga, riciclaggio e associazione a delinquere organizzata, tra cui esponenti di cartelli come il Clan del Golfo e reti legate alla coca. Secondo il comunicato della Procura generale, i 70 provvedimenti — il maggior numero mai emesso in contemporanea nella storia repubblicana — sono stati eseguiti tra agosto e settembre, in seguito a richieste di Washington che hanno accelerato i procedimenti giudiziari. Tra i nomi più noti compare quello di Juan Carlos Cuéllar, capo del Clan del Golfo, arrestato in Costa Rica e trasferito negli USA per rispondere di omicidio aggravato e traffico di armi. Il governo colombiano, che aveva sempre negato accordi bilaterali segreti con la Casa Bianca, ha dichiarato che le estradizioni sono frutto di "cooperazione giudiziaria regolare" e non di pressioni esterne. Il messaggio di Petro, però, non è solo un segnale di fermezza contro il narcotraffico. È un avvertimento diretto alle organizzazioni criminali che, negli ultimi anni,
hanno cercato di rifugiarsi in Colombia dopo la frammentazione dei cartelli in Messico e Centroamerica. "Questo Paese non sarà un rifugio per criminali", ha dichiarato il presidente in un discorso alla Nazione, citando testualmente le parole pronunciate nel 2016 dal suo predecessore Juan Manuel Santos durante i negoziati di pace con le FARC. La similitudine non è casuale: allora, la Colombia era vista come un porto sicuro per i guerriglieri disarmati; oggi, è diventata un obiettivo prioritario per gli Stati Uniti, che hanno intensificato le pressioni diplomatiche e giudiziarie. Secondo fonti del Dipartimento di Giustizia statunitense, le estradizioni sono parte di un piano più ampio per "decapitare" le reti criminali che operano nella regione, con un occhio particolare ai leader che hanno cercato asilo in Colombia dopo la caduta di regimi come quello di Daniel Ortega in Nicaragua o Joaquín Guzmán in Messico. La mossa ha però scatenato preoccupazioni tra gli osservatori. Carlos Ruiz, analista dell’Istituto di Studi Politici di Bogotà, sottolinea che le estradizioni potrebbero avere un effetto boomerang: "Petro sta assecondando una logica che ha già portato alla destabilizzazione di Paesi come Honduras e Guatemala, dove l’estradizione massiva di leader criminali ha lasciato vuoti di potere che
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