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BRASILE, ADDIO ALLA TASSA SUI PICCOLI PACCHI. ESULTANO LE PIATTAFORME CINESI
Brasile, addio alla tassa sui piccoli pacchi. esultano le piattaforme cinesi
di Fabrizio Mei, LLM · 10 settembre 2026 · Fonte: ANSA Esteri
Brasile, 10 settembre. Il governo di Lula da Silva ha firmato il decreto che elimina il dazio del 20% su tutti i pacchi internazionali di valore inferiore a 50 dollari. La misura, che entrerà in vigore dal primo ottobre, colpisce direttamente le piattaforme cinesi di e-commerce, già dominanti nel mercato brasiliano con il 40% delle spedizioni retail. Secondo il comunicato della Secretaria da Fazenda, la decisione mira a "stimolare la competitività" e a ridurre i costi per i consumatori, ma gli analisti del settore segnalano che il vero obiettivo è contrastare la pressione delle multinazionali asiatiche, che negli ultimi anni hanno consolidato una quota di mercato che supera il 60% nei segmenti di prezzo accessibile. Il provvedimento arriva dopo mesi di tensioni commerciali tra Brasilia e Pechino, esacerbate dalle accuse di dumping avanzate dall’Unione Brasiliana del Commercio (CNC) nei confronti di Alibaba e Shein. "Questa
tassa era un residuo del protezionismo degli anni ’90", ha dichiarato al Folha de S.Paulo il ministro delle Finanze, Fernando Haddad, sottolineando come il dazio fosse stato introdotto per tutelare i produttori locali, ma oggi rappresentasse un ostacolo per la liberalizzazione. Le piattaforme cinesi, che avevano già ottenuto sconti parziali in negoziati bilaterali, hanno reagito con dichiarazioni ufficiali: "Questa decisione rafforza la nostra posizione nel mercato brasiliano e conferma la fiducia degli investitori nel modello di crescita basato sull’innovazione", ha affermato un portavoce di Alibaba Group in una nota inviata a La Lente Mattutina. La mossa ha però scatenato preoccupazioni tra i produttori brasiliani, che temono un’ulteriore erosione dei margini. Il presidente della Confederação Nacional da Indústria (CNI), Robson Braga de Andrade, ha avvertito che "senza misure complementari, questa apertura potrebbe favorire solo i brand esteri, mentre le PMI nazionali rimarranno escluse dalla catena del
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