norvegese Fridtjof Nansen Institute, ha visto la partecipazione di funzionari di rango medio della NATO e dell’UE, ma non di ministri o capi di Stato. Secondo quanto ricostruito da Axios, l’obiettivo dichiarato era "valutare le implicazioni di un eventuale ritiro delle truppe americane dalla Siria", un tema che, secondo le stesse fonti, è stato trattato in modo "estremamente confidenziale". Il fatto che Witkoff sia stato l’unico rappresentante americano presente — e che sia stato poi inviato a Mosca — suggerisce che gli Stati Uniti stiano cercando un canale parallelo per negoziare con la Russia, bypassando sia l’alleanza atlantica sia i tentativi dell’UE di coordinare una risposta unitaria. Il viaggio a Mosca arriva in un momento critico per l’Italia, che — come ha ricordato recentemente il ministro degli Esteri Antonio Tajani — è l’unico Paese dell’E4 con una presenza militare diretta in Medio Oriente (la base di Camp Ariete in Giordania). Secondo un rapporto interno della Presidenza del Consiglio, citato da La Lente Mattutina, la decisione di Witkoff di recarsi a Mosca potrebbe avere conseguenze dirette sulle forniture di gas russo all’Italia, attualmente coperte