SUBARU ESCE DA TERMICO EUROPA 2028
Subaru annulla il combustibile, investirà decisamente nelle macchine elettriche
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Tokyo, 27 ottobre. Subaru Corporation, ventunesimo costruttore Mondiale per volumi nel 2017, ha annunciato l'uscita definitiva da benzina e diesel sul mercato Europeo: dal 2028 venderà solo veicoli elettrici a batteria, allineandosi agli standard sulle emissioni che l'Unione Europea renderà vincolanti tra quattro anni.
La decisione riguarda l'intera gamma destinata al continente: niente più boxer termici, niente ibride plug-in come ponte transitorio. Subaru chiude la partita Europea sull'endotermico con otto anni di anticipo rispetto al 2035, data in cui il regolamento UE vieta le nuove immatricolazioni di auto a combustione. Il costruttore di Tokyo — controllato per il 20 per cento da Toyota — ha venduto in Europa poco più di 30mila unità nel 2023, quota marginale rispetto ai 600mila globali, ma sufficiente a mantenere una rete di 400 concessionari e un indotto di componentisti specializzati nella trasmissione integrale simmetrica, marchio di fabbrica della casa. Nessun comunicato ufficiale dettaglia il piano industriale per la conversione: non si sa quanti modelli elettrici verranno omologati, né se la produzione avverrà in Giappone o in Europa, né quali accordi sindacali verranno negoziati per i 1.200 addetti tra filiali commerciali, centri logistici e assistenza tecnica sparsi tra Germania, Francia, Italia e Regno Unito. L'adeguamento alle norme UE — questo il linguaggio della nota — suona come una scelta di razionalità economica: sviluppare motori Euro 7 per un mercato in uscita costa più della transizione immediata.
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