Dell’azienda trevigiana, riguarda “sistemi ingegnerizzati di architetture navali e facciate civili” — parole tecniche per dire vetri antincendio, strutture resistenti al sale e finestre che non si incrinano sotto i colpi delle onde. Un lavoro di precisione, ma anche di volume: si parla di migliaia di metri quadrati di vetro e metallo, progettati su misura per navi che costeranno ognuna decine di milioni. Somec, che produce meno di una decina di bici l’anno, è diventata un fornitore chiave per il lusso navale. E tutto questo, ovviamente, senza mai toccare un euro di quei 119 milioni. La logica è semplice: l’Italia produce, l’Europa paga. Somec incassa le commesse, trasferisce la produzione in Francia (o la subappalta a fornitori locali), e i profitti finiscono nelle tasche degli