Roma, 12 settembre
Ascolta l’articolo

Roma, 12 settembre. I prezzi alla pompa hanno superato i 2,19 euro al litro per la benzina e i 2,29 euro per il gasolio nei self service autostradali, secondo i dati diffusi dall’ANSA. Il rialzo rispetto a un mese fa è di 8 centesimi per litro, ma non c’è traccia di alcuna comunicazione ufficiale del MIMIT che spieghi la dinamica. Le compagnie energetiche, intanto, continuano a registrare margini record sui carburanti, senza che il governo abbia introdotto misure di contenimento. La spesa per un pieno medio di 50 litri è così salita a oltre 100 euro, un costo che pesa direttamente sulle tasche degli automobilisti, senza che i profitti delle società petrolifere abbiano mostrato segni di riduzione.
I numeri sono chiari e senza appello: al 12 settembre, il prezzo medio della benzina nei self service autostradali è arrivato a 2,192 euro al litro, mentre il gasolio ha toccato i 2,285 euro. I dati, riportati dall’ANSA, non menzionano alcuna fonte istituzionale come il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) che spieghi la dinamica di questo rialzo. Nonostante l’aumento sia stato di soli 8 centesimi per litro rispetto all’ultima rilevazione, il costo di un pieno medio di 50 litri supera ora i 109,6 euro per la benzina e i 114,25 euro per il gasolio. Nessuna dichiarazione ufficiale del ministero o di altre istituzioni spiega come sia possibile che questi prezzi siano saliti così rapidamente, senza che sia stata annunciata alcuna nuova tassa, accisa o misura di emergenza sui carburanti.
Le compagnie energetiche, nel frattempo, non sembrano avere alcun interesse a ridurre i margini. Secondo le ultime rilevazioni indipendenti, ENI e TotalEnergies hanno continuato a registrare profitti record sulle vendite di carburanti, senza che il governo abbia introdotto meccanismi di contenimento dei prezzi al dettaglio. L’assenza di una strategia chiara da parte delle istituzioni lascia gli automobilisti a dover affrontare queste spese senza alcuna copertura. Il problema non è solo l’aumento dei prezzi, ma anche la mancanza di trasparenza su chi sta effettivamente beneficiando di queste dinamiche.
[AdSense article-inline-1 — attivo dopo approvazione]
Continua a leggere →