verticalizzazione della produzione (il gruppo controlla il 90% della filiera ottica globale), la concentrazione su mercati ad alto margine (gli Stati Uniti rappresentano il 40% dei ricavi) e la capacità di monetizzare la dipendenza delle persone dai prodotti di consumo essenziale — occhiali e lenti — che, diversamente dalle calzature o dall’abbigliamento, non si possono evitare. In Francia, dove il salario minimo è fissato a 11,65 euro l’ora, EssilorLuxottica paga i propri dipendenti in media 15,3 euro lordi per le mansioni di produzione, con contratti collettivi che prevedono clausole di solidarietà in caso di crisi. In Italia, invece, il 30% degli operai del sito di Crema — dove si producono le lenti per Ray-Ban — è pagato con contratti a chiamata o part-time involontario, come emerge dai dati della Direzione provinciale del Lavoro. Non è un caso che il gruppo abbia scelto di non aprire sedi produttive in Germania, dove i costi del lavoro sono ancora più alti, ma di delocalizzare solo in Polonia, dove il salario medio orario è di 7,8 euro. La