NON SOLO ARTE E MUSEI, PER GLI ITALIANI SI ALLARGANO I CONFINI DELLA 'CULTURA'
Enogastronomia e natura battono i musei: perché il governo continua a finanziare il vuoto culturale?
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MAIUSCOLO ConfCom: la "cultura" italiana è un piatto vuoto da 65 miliardi Roma, 12 settembre Confcommercio ha appena pubblicato un sondaggio che spiega perché il governo continua a sprecare soldi per arte e musei mentre il paese affonda nel precariato: per il 65% degli italiani, la loro identità culturale non è fatta di sculture e quadri, ma di pasta, vino e paesaggi. Il 50% aggiunge la natura come simbolo nazionale. Peccato che il governo non abbia ancora tradotto queste preferenze in bilancio. Nel 2025, i fondi per la cultura sono stati 12,3 miliardi. Quelli per l’agricoltura e l’enogastronomia, 52,8 miliardi. Il divario non è un
errore di calcolo, ma una scelta: investire in ciò che gli italiani non votano. Il sondaggio di Confcommercio, condotto su un campione rappresentativo, non è una novità. Da anni i dati Istat e le indagini Eurobarometer confermano che il valore simbolico dell’enogastronomia e della natura supera quello dei beni culturali materiali. Nel 2023, il 78% degli italiani ha dichiarato di sentirsi rappresentato dalla dieta mediterranea, contro il 42% che ha menzionato i monumenti storici. Eppure, nel 2024, il governo ha stanziato 8,7 miliardi per il Fondo unico per i beni culturali e il paesaggio, mentre i fondi per la filiera agroalimentare sono rimasti invariati, coprendo
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