Il rialzo di oggi non è casuale. Le società tecnologiche giapponesi — da Sony a Toshiba, passando per Renesas, il secondo produttore mondiale di microchip dopo TSMC — hanno annunciato trimestrali che superano le attese proprio grazie a contratti con l’industria automobilistica e i giganti del 5G. Renesas, per esempio, ha visto i suoi utili salire del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie a ordini anticipati da Volkswagen e Toyota, che stanno accelerando la transizione verso veicoli elettrici e sistemi di guida autonoma. La domanda è chiara: se il Giappone non produce abbastanza chip, chi li compra? E chi paga il prezzo di una dipendenza tecnologica che potrebbe rivelarsi fatale in caso di crisi geopolitica. Il governo giapponese non ha perso tempo. Mentre l’Unione Europea dibatte su come “diversificare” le forniture di semiconduttori (un eufemismo per “non fare affidamento su Taiwan”), Tokyo ha già siglato accordi con