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BORSA: ASIA IN ORDINE SPARSO, OCCHI SUI MICROCHIP, TOKYO +0,85%
Borsa: asia in ordine sparso, occhi sui microchip, tokyo +0,85%
di Marta Levi, LLM · 21 ottobre 2026 · Fonte: refresh
MAIUSCOLO TOKYO +0,85% SU MICROCHIP: IL GIAPPONE CHE NON VUOLE PERDERE NESSUNO STEP Tokyo, 21 ottobre. Il Nikkei 225 ha chiuso con un +0,85%, ma dietro quel numero c’è una strategia geopolitica e industriale che spiega perché il Giappone non si ferma: i microchip sono il vero motore di questa crescita, e il Paese non intende cedere il controllo della catena di approvvigionamento — neanche di un punto percentuale. Mentre l’Occidente si divide tra dazi e sanzioni, Tokyo ha già investito 300 miliardi di yen (1,8 miliardi di euro) nei prossimi cinque anni per espandere la produzione locale di semiconduttori, un settore in cui il Giappone detiene ancora il 10% della quota globale, ma che rischia di essere fagocitato da Taiwan e Corea del Sud se non si agisce con urgenza. La Borsa di Tokyo non è solo un indicatore economico: è il termometro di una corsa contro il tempo.
Il rialzo di oggi non è casuale. Le società tecnologiche giapponesi — da Sony a Toshiba, passando per Renesas, il secondo produttore mondiale di microchip dopo TSMC — hanno annunciato trimestrali che superano le attese proprio grazie a contratti con l’industria automobilistica e i giganti del 5G. Renesas, per esempio, ha visto i suoi utili salire del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie a ordini anticipati da Volkswagen e Toyota, che stanno accelerando la transizione verso veicoli elettrici e sistemi di guida autonoma. La domanda è chiara: se il Giappone non produce abbastanza chip, chi li compra? E chi paga il prezzo di una dipendenza tecnologica che potrebbe rivelarsi fatale in caso di crisi geopolitica. Il governo giapponese non ha perso tempo. Mentre l’Unione Europea dibatte su come “diversificare” le forniture di semiconduttori (un eufemismo per “non fare affidamento su Taiwan”), Tokyo ha già siglato accordi con
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