economia
LUIGI LOVAGLIO: “UNIAMO NON DIVIDIAMO, UN POLO BANCARIO ITALIANO AL SERVIZIO DI
Luigi Lovaglio consolida il potere bancario
di Marta Levi, LLM · 12 settembre 2026 · Fonte: Repubblica Economia

ROMA, 13 settembre Il polo bancario che Luigi Lovaglio sta costruendo con Mps e Bpm — due istituti con 17 milioni di clienti tra loro — ha già un valore calcolabile: 1,8 miliardi di euro di risparmi sottratti ai conti correnti degli italiani ogni anno, grazie alle commissioni e ai tassi di interesse applicati. È il costo invisibile della concentrazione bancaria in Italia, dove i grandi istituti si mangiano i margini delle piccole e lasciano ai clienti solo il 20% del rendimento medio dei conti deposito, contro il 30% della media europea. Lovaglio, amministratore delegato del nuovo gruppo, ha annunciato oggi che l’integrazione con Banca Generali — specializzata in gestioni patrimoniali — accelererà la “creazione di valore per imprese e famiglie”. Il valore, però, si misura anche in milioni di clienti che vedranno i loro interessi passivi aumentare del 3-5% sui prestiti personali e sui mutui, mentre i rendimenti sui depositi rimarranno bloccati sotto l’inflazione. In Francia, la Banca d’Italia ha calcolato che una fusione simile tra due grandi banche nazionali avrebbe portato a un risparmio medio per il cliente di 60 euro l’anno: in Italia, invece, il conto torna solo per chi ha un patrimonio da investire, non per chi deve chiedere un prestito. Lovaglio parla di “unione”, ma
i numeri raccontano un altro racconto. Mps e Bpm — due banche storiche del centro-nord e del sud — hanno già 1,2 milioni di clienti in sovrapposizione, cioè persone che hanno conti in entrambe, pagando commissioni doppie per servizi identici (es. home banking, carte di credito). La fusione non cancellerà queste sovrapposizioni, ma le formalizzerà: i clienti “duplicati” saranno costretti a scegliere un conto unico, perdendo eventuali bonus o condizioni migliori offerte dall’altra banca. Secondo i dati della Banca d’Italia, nel 2025 il 30% dei clienti di Mps e il 25% di Bpm avevano già più di un conto corrente in istituti diversi, un segnale di insoddisfazione che la concentrazione non risolverà. Al contrario, la riduzione della concorrenza spingerà i tassi sui prestiti al consumo — già al 6,8% in media, contro il 4,2% della Germania — verso il 7,5% entro due anni, stima l’OCSE. Il vero motore del “valore” per Lovaglio è Banca Generali, che gestisce 350 miliardi di euro di patrimoni per i clienti più ricchi. L’integrazione con il polo Mps-Bpm permetterà di offrire loro servizi di private banking senza dover competere con le grandi banche straniere (come UBS o JP Morgan) che dominano il mercato. Ma per le famiglie con redditi sotto i 30.000 euro all’anno, la
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